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Kolo Muani JuventusGetty Images

Kolo Muani decisivo in Juventus-Atalanta pur senza segnare: esce tra l'ovazione dell'Allianz Stadium

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Può un attaccante essere decisivo e uscire tra l'ovazione dei propri tifosi pur senza segnare o sfornare assist? Sì, può. Chiedere per informazioni a Randal Kolo Muani.

L'attaccante francese non è riuscito a lasciare il segno sotto porta in Juventus-Atalanta, né in un senso né nell'altro. Dunque, né andando a bersaglio né mandandoci un compagno. Eppure è uscito lo stesso tra gli applausi, più convinti che mai, dell'Allianz Stadium.

Merito di una prestazione totale da parte di Kolo Muani. In attacco, sì, ma anche nelle altre zone di campo. Compreso quel che è successo al minuto 62, sul risultato di 1-0 per la Juve.


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  • IL SALVATAGGIO SULLA LINEA

    Cos'è successo, dunque? Un episodio importantissimo per consentire alla Juventus di portare a casa l'intera posta in palio. E il protagonista in positivo è stato proprio Kolo Muani.

    In occasione di un calcio d'angolo, Kristensen ha colpito di testa a botta sicura indirizzando la palla verso la porta. E lasciando di stucco Vicario, assolutamente colto di sorpresa e impossibilitato a intervenire.

    Sulla linea, però, era presente Kolo Muani. Attentissimo e reattivissimo, l'ex PSG ha respinto l'incornata dell'avversario evitando al pallone di entrare in porta. E guadagnandosi poi un abbraccio di riconoscenza dello stesso Vicario.

  • LA PRESTAZIONE DI KOLO MUANI

    Kolo Muani ha fatto capire immediatamente di essere in serata sì: dopo pochi secondi dall'inizio della partita si è involato sulla sinistra, è rientrato sul destro e ha chiamato alla respinta Carnesecchi. Ma un eventuale goal sarebbe stato comunque annullato per fuorigioco.

    Dopodiché, non è che il francese abbia avuto tutte queste possibilità di andare a segno. Una sì, gli è capitata nel finale con la Juventus già avanti di due reti: Carnesecchi si è però opposto con il corpo a un suo tentativo ravvicinato, al culmine di un'iniziativa nell'area di rigore atalantina.

    E quindi? E quindi a rendere molto positiva la prestazione di Kolo Muani è stato altro. Non solo il già citato salvataggio sulla linea, ma anche quel che l'attaccante ha fatto per la squadra durante gli 89 minuti in cui è rimasto in campo.

    Kolo Muani ha lavorato come raccordo per i compagni, si è battuto, ha lottato su ogni pallone. E si è guadagnato applausi su applausi. Ha dato, insomma, quella sensazione di essere "vivo" che nelle prime giornate era spesso mancata. Il linguaggio del corpo finalmente è stato positivo.

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  • L'OVAZIONE DELL'ALLIANZ STADIUM

    Al minuto 89, Spalletti ha deciso di richiamare Kolo Muani in panchina e inserire Kelly al suo posto. Cambio difensivo per evitare sorprese negli ultimi minuti, dopo che l'altra punta Woltemade aveva appena sostituito McKennie.

    Immediatamente sono partiti gli applausi nei confronti del francese. Applausi convinti, sinceri. Un'ovazione che ha accompagnato il percorso del giocatore verso la panchina. Insomma, pace fatta dopo le turbolenze delle prime giornate, in cui lo Stadium era arrivato a fischiare il proprio beniamino.

    Ma gli applausi per Kolo Muani non sono rimasti confinati alle tribune. All'ovazione si sono uniti diversi compagni, Bremer in primis, oltre allo stesso Spalletti, che ha atteso l'uscita di Kolo Muani continuando a battere le mani.

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  • Anche di lui, di Kolo Muani, ha parlato Luciano Spalletti a DAZN nelle classiche interviste post partita. E sono piovuti applausi anche lui. A parole, stavolta.

    "Intanto gli si fanno i complimenti per la grande partita che ha fatto stasera - ha detto l'allenatore bianconero - Io sono convinto che avrà la possibilità di far vedere il bomber che è. Io gli riconosco tantissime qualità. Ha questa facilità di corsa che è una cosa difficile da difendere. Stasera non è stato fortunato sotto porta, però è stato bravissimo a non uscire su quel cross (quello che ha portato al colpo di testa di Kristensen, ndr), perché di solito l'attaccante che è sul primo palo piglia e se ne va. Invece lui ha fatto il passo verso la porta ed è rimasto lì come gli viene richiesto. Ci ha dato una mano importante".

    Spalletti, insomma, è sempre sul carro. Non è mai sceso e a questo punto è sempre più convinto di trovarsi dal lato della ragione. Dopo un goal, un assist e un salvataggio decisivo in quattro giorni ne ha ben donde.

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