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McKennie Sarr Douglas LuizGetty Images

McKennie, Sarr, la "certezza" Douglas Luiz: come la Juventus sta imparando a fare a meno di Locatelli

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Il 5-0 al NEC, poi il 2-0 all'Atalanta. Segnali di Juventus, due vittorie di fila a scacciare gli incubi del clamoroso ko in casa del Sassuolo. Un buon modo di portarsi alla sosta per le Nazionali.

Ma le buone notizie, per Luciano Spalletti, non finiscono qui. E si allargano al centrocampo. Dove, un po' a sorpresa, la Juve sta imparando a fare di necessità virtù in un momento complicatissimo dal punto di vista degli infortuni. E pure a fare a meno di Manuel Locatelli, il suo pilastro là in mezzo.

Le due vittorie in pochi giorni lo hanno spiegato a chiare lettere: c'è vita senza il capitano. Con Spalletti che, improvvisamente, pare essere passato dall'emergenza a una nuova abbondanza.


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  • MCKENNIE ARRETRATO

    Nel primo tempo della gara contro l'Atalanta, Spalletti ha trovato il modo di far coesistere gli ottimi Alajbegovic e Nico Gonzalez visti contro il NEC con il rientrante Conceiçao.

    Come? Arretrando Weston McKennie di qualche metro. Dalla posizione di trequartista che spesso l'americano ha ricoperto con Spalletti, a quella di mediano a due davanti alla difesa, assieme a Douglas Luiz.

    Ne è così nato un ibrido tra 4-2-3-1 e 3-4-2-1, con Nico Gonzalez e Celik larghi rispettivamente a destra e a sinistra. E, appunto, con McKennie centrocampista puro. Una soluzione anche per le prossime partite.

  • L'OTTIMO INGRESSO DI SARR

    Sta crescendo sempre più Pape Sarr, l'ultimo arrivato. L'ex centrocampista del Tottenham, portato a Torino nelle ultime ore del mercato estivo, ha convinto contro l'Atalanta dopo l'esordio da titolare contro il NEC.

    Se giovedì Sarr era partito piuttosto piano sciogliendosi a gara in corso, e andando pure vicino al goal nel finale, ottimo è stato il suo ingresso all'intervallo al posto di Alajbegovic. Una mossa che ha consentito a McKennie di lasciare la propria zolla di campo e posizionarsi qualche metro più avanti.

    Sarr è entrato con il piglio giusto, in mezzo al campo si è fatto sentire. E nuovamente è andato a un passo dalla segnatura, questa volta con un tiro piazzato da fuori area che Carnesecchi ha respinto con bravura. Anche il senegalese si è preso la sua bella dose di applausi dallo Stadium.

    "Il ragazzo è interessante - ha spiegato Spalletti in conferenza dopo il 90' - però aveva giocato tutta la partita (giovedì, ndr). La conta la devi fare per dimezzare la fatica della partita intera. Qualcuno l'abbiamo fatto giocare subito, qualcuno l'abbiamo fatto entrare dopo come Sarr. Lui ha fatto una buonissima partita, perché ha questa facilità di corsa, questa resistenza, e poi è anche abbastanza pulito nella gestione della palla".

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  • Douglas Luiz Rowe Juventus AtalantaGetty Images

    LA "CERTEZZA" DOUGLAS LUIZ

    L'unico intoccabile nei due del centrocampo, considerando appunto come McKennie ami giocare più avanti, è però Douglas Luiz. O "Dougie", come affettuosamente lo chiama Spalletti.

    Prima della partita poi persa contro il Sassuolo, l'allenatore aveva definito il brasiliano "non una mia scommessa vinta, ma una certezza del calcio". Parlando di lui come di uno che "ha fatto vedere da più parti di essere un calciatore forte" e che "aveva soltanto bisogno di risentire fiducia nelle sue qualità".

    Douglas Luiz si è ben comportato anche contro l'Atalanta, pur lasciando i riflettori ad altri compagni. Si è dimostrato nuovamente prezioso nella solita gestione della palla, nella capacità di dettare i ritmi, nella pulizia del proprio lavoro, ma pure in fase difensiva.

    L'ex Aston Villa e Nottingham Forest, insomma, sembra essere davvero entrato nel mondo Juve. Tanto che l'ex Cristiano Giuntoli, oggi all'Atalanta, prima della partita è stato eloquente su di lui e su Nico Gonzalez: "Molte volte non si lascia tempo di esprimersi, mi fa piacere che stiano dimostrando il loro valore".

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  • LE GERARCHIE FUTURE

    Detto e ribadito come il sistema della Juventus oggi preveda Douglas Luiz più un partner a scelta, chi sarà questo partner? La scelta è ampia e prevede anche Teun Koopmeiners, in realtà in ritardo nelle gerarchie. Ma una Juve post sosta si può abbozzare.

    Attenzione in particolare a Sarr, che come detto ha convinto contro l'Atalanta ed è pronto a prendersi sempre più spazio. Una volta acquisita la giusta condizione fisica, l'ex Tottenham ha tutta l'intenzione di prendersi un posto da titolare e dare ragione alla scelta della Juve di puntare su di lui dopo il "no" di Kessie.

    E McKennie? Anche, ma qui va fatta un'altra considerazione: l'arretramento dello statunitense presuppone lo schieramento contemporaneo di Nico Gonzalez, Conceiçao e Alajbegovic più una punta, come domenica.

    "Hanno fatto confusione all'Atalanta? A me sembra che l'abbiano creata più a noi e infatti mi è toccato cambiare", ha sorriso Spalletti dopo la partita, giustificando l'uscita all'intervallo di Alajbegovic come "una scelta tecnica". Il segnale, forse, che in mezzo serve proprio Sarr. Con McKennie di nuovo sulla trequarti.

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