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Spalletti e Amorim già sotto processo, Conte si rivede in tribuna a 'San Siro': Juventus e Milan possono davvero cambiare allenatore?

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Siamo solo a metà settembre ma l'ombra di Antonio Conte si allunga già sulle panchine più calde della Serie A.

Normale, forse, visto che parliamo di uno degli allenatori più vincenti degli ultimi anni nel nostro campionato dove ha conquistato lo Scudetto con tre squadre diverse: Juventus, Inter e Napoli.

Conte peraltro viene ciclicamente accostato proprio ai bianconeri per un ritorno che molti tifosi sognano di fatto dal giorno del suo burrascoso addio nell'estate del 2017 a ritiro già iniziato.

Mercoledì sera, intanto, Conte è tornato a farsi vedere ma a qualche chilometro di distanza da Torino. Il tecnico leccese infatti ha assistito seduto in tribuna a 'San Siro' alla disfatta del Milan contro il Benfica.

E mentre Amorim usciva tra i fischi del pubblico rossonero qualcuno tra i presenti, allo stadio o davanti alla tv, forse già sognava un clamoroso ribaltone in panchina col portoghese esonerato e Conte al suo posto. Ma può succedere davvero?

  • AMORIM RISCHIA L'ESONERO?

    Ad oggi la posizione di Ruben Amorim sulla panchina del Milan non è in discussione.

    L'allenatore è stato scelto personalmente da Gerry Cardinale solo un paio di mesi fa. Ed esonerarlo significherebbe di fatto sconfessare un progetto ambizioso appena iniziato.

    Certo le parole rilasciate dal portoghese dopo e soprattutto prima la gara di Europa League contro il Benfica impongono delle riflessioni.

    Amorim ha parlato di giocatori che non hanno "le caratteristiche perfette" per interpretare il suo tipo di calcio e di mancanza di qualità. Eppure sul mercato il Milan si è mosso seguendo le indicazioni del nuovo allenatore, sia in entrata che in uscita.

    Semmai è lo stesso Amorim a non aver ancora trovato la sua squadra cambiando troppo spesso l'undici titolare e anche a partita in corso.

  • LA POSIZIONE DI SPALLETTI ALLA JUVENTUS

    La sconfitta subita contro il Sassuolo nell'ultimo turno di campionato dalla Juventus ha riacceso le voci sulla panchina bianconera.

    Così una parte dei tifosi è tornata ad invocare il ritorno di Antonio Conte, ovvero l'uomo che aveva aperto il ciclo dei nove Scudetti consecutivi dopo due settimi posti di fila.

    Giovanni Carnevali però già all'indomani del k.o di Reggio Emilia si è espresso chiaramente: Luciano Spalletti non è in discussione.

    "È un allenatore straordinario, uno dei migliori in assoluto. Cambiare allenatore non è nel mio spirito, dobbiamo cercare di programmare e costruire, bisogna dare del tempo e avere pazienza, sapendo che bisognerà ingoiare bocconi amari" ha dichiarato l'amministratore delegato della Juventus.

    Fiducia incondizionata insomma, almeno a parole. Anche perché Spalletti ha rinnovato il suo contratto solo qualche mese fa e l'ingaggio di Conte (o di un altro allenatore) peserebbe parecchio sui conti del club.

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  • CONTE IN TRIBUNA A SAN SIRO: COSA SUCCEDE?

    In una situazione di questo tipo è ovvio che vedere Antonio Conte in tribuna per assistere a Milan-Benfica abbia fatto un bel po' di rumore.

    La sua presenza a 'San Siro' però non è un segnale di avvicinamento alla panchina rossonera. Conte al momento si sta godendo il suo anno sabbatico. E non bisogna dimenticare come non sia il tipo di allenatore che ama subentrare in corso d'opera.

    Allo stesso tempo in estate Conte avrebbe rifiutato una faraonica offerta arrivata dalla Saudi Pro League. Ulteriore segnale di come l'obiettivo sia rientrare dalla porta principale nel calcio europeo di alto livello.

    In tal senso dall'Inghilterra sostengono che sulle tracce di Conte ci sarebbe il Manchester United, dove la stagione di Carrick proprio come quella di Amorim e Spalletti non è iniziata nel migliore dei modi.

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  • I RISULTATI UNICA MEDICINA PER MILAN E JUVE

    Ad oggi, insomma, la posizione degli attuali allenatori di Milan e Juventus non è seriamente in discussione.

    Ovvio però che per allontanare definitivamente il fantasma di Antonio Conte dalle rispettive panchine sia Ruben Amorim che Luciano Spalletti abbiano un solo modo: vincere.

    Lo sa bene anche il portoghese che al termine di Milan-Benfica si è detto disposto ad adattare maggiormente la sua idea di calcio alla rosa che gli è stata messa a disposizione dalla società.

    "Io cambio di continuo. Quella è la mia sensazione. A volte devo cominciare con una base. Abbiamo due mesi di lavoro. Abbiamo perso oggi, però sicuramente troveremo delle soluzioni per cercare di adattarci in certe partite, perché dobbiamo creare un'idea. Sto ancora lavorando" ha sottolineato Amorim.

    Poche ore prima invece Spalletti, intervenuto in conferenza prima di Juventus-NEC di Europa League, non ha fatto drammi commentando le voci su Conte: "Come ci sono rimasto? Giusto che ognuno dia forza a ciò che vuole, a ciò che gli sembra giusto dare forza. C'è serenità? In che senso c'è serenità? Per quale motivo? La pressione dal punto di vista mia è la medicina per imparare a vivere".

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